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Il Circolo Vizioso dell'Ansia

  • Categoria: Articoli e News
  • Pubblicato: Domenica, 15 Maggio 2016 08:31
  • Scritto da Dott. Daniele Pellegrino
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Chi di noi non ha mai provato ansia?

L’ansia, contrariamente a quanto si crede normalmente, può essere “salutare” e funzionale, aumentando le nostre prestazioni in determinate situazioni; basti pensare a come possa farci studiare di più per un esame, a farci fuggire di fronte a situazioni di effettivo pericolo per la nostra vita..

Ma quando l’ansia diventa eccessiva ecco che essa interferisce con la nostra vita...

Riprendendo gli esempi di prima, è facile intuire come una "dose eccessiva" di ansia possa interferire con la nostra vita, magari impedendoci di presentarci ad un esame o non dandoci nemmeno la possibilità di vivere situazioni eccitanti, perché chiusi in casa senza più interagire col mondo esterno.

 

 

Questa immagine, ripresa dal modello cognitivo sviluppato da Clark e Wells, illustra perfettamente come, in seguito ad alcuni fattori scatenanti, l’ansia inizi il proprio circolo vizioso.

In seguito ad avvenimenti esterni o sensazioni interne (fisiche o mentali, come pensieri ed emozioni) che vengono percepiti come minacciosi tale processo prende il via, con l’ansia che porta a male interpretare anche normali sensazioni fisiche o cambiamenti delle funzioni fisiologiche (ad esempio, la percezione del battito cardiaco), dando luogo ad una sequenza di pensieri ed emozioni negative che interagiscono con l’aspetto fisiologico, alimentandosi a vicenda.

Tale circolo vizioso, al suo culmine può portare all’Attacco di Panico, e dare luogo a tutta una serie di comportamenti di evitamento e protettivi, ovvero quei comportamenti messi in atto al fine di evitare le conseguenze temute, come restare appoggiato ad un muro per non cadere in caso di capogiro o non andare più nei posti in cui tali sensazioni sono comparse in precedenza.

Tali evitamenti, che in apparenza sembrano proteggere dalle sensazioni negative, hanno come unico risultato il mantenimento dei sintomi ansiosi e la diminuzione delle aree di vita di chi ne soffre, impedendo così la vita desiderata ed aumentando sensibilmente il dolore che ad essi si accompagnano.

Il tentativo di evitare il dolore evitando le situazioni spiacevoli porta, quindi, solo più dolore e sofferenza, sia per i problemi che sono presenti e che vorresti non ci fossero, sia per la mancanza di ciò che in realtà vorresti.

Quale può essere la soluzione allora?

Accettazione e disponibilità a sentire ciò che avviene dentro di noi, che non significa tollerare in modo passivo la propria sofferenza ed arrendersi ad essa, ma avere la disponibilità a “sentire meglio” invece che “sentirsi meglio” a tutti i costi.

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